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Analisi acqua 11 giugno 2026 8 min

Analisi Acqua Condominio: Obblighi dell’Amministratore

Il D.Lgs. 18/2023 introduce la valutazione del rischio sulla distribuzione idrica interna. Cosa deve fare l’amministratore di condominio e quali analisi servono.

Con l’entrata in vigore del D.Lgs. 18/2023, gli amministratori di condominio si trovano davanti a nuove responsabilità sulla qualità dell’acqua destinata al consumo umano. Molti si chiedono: il condominio è obbligato a far analizzare l’acqua? E di chi è la responsabilità se qualcosa non va? In questa guida facciamo chiarezza sul quadro normativo e sui controlli concreti che il laboratorio mette a disposizione.

Cosa cambia con il D.Lgs. 18/2023

Il D.Lgs. 18/2023 ha recepito la Direttiva UE 2020/2184 e abrogato il vecchio D.Lgs. 31/2001. La novità più rilevante per i condomini è l’introduzione del concetto di distribuzione idrica interna (i “domestic distribution systems” della direttiva): le tubazioni, i serbatoi, le cisterne e gli autoclavi che si trovano a valle del contatore, cioè dopo il punto di consegna dell’acquedotto.

Fino al contatore l’acqua è responsabilità del gestore dell’acquedotto. Da lì in poi, all’interno dell’edificio, la qualità dell’acqua può degradarsi per via di serbatoi non puliti, materiali delle tubazioni, ristagni e rilascio di metalli o batteri. Il decreto pone l’attenzione proprio su questo tratto, prevedendo la valutazione e gestione del rischio della distribuzione interna, con particolare riguardo agli edifici prioritari (strutture aperte al pubblico) e al rischio Legionella.

Di chi è la responsabilità in condominio?

La gestione della distribuzione idrica interna ricade sul soggetto che ha la disponibilità dell’impianto: nel caso di un condominio, l’amministratore in qualità di rappresentante della proprietà comune. In pratica l’amministratore è chiamato a garantire che l’acqua, nel tratto interno di competenza condominiale, mantenga le caratteristiche di potabilità e non diventi essa stessa fonte di contaminazione.

Punto chiave

Il gestore dell’acquedotto risponde della qualità dell’acqua fino al contatore. La distribuzione interna — serbatoi, autoclavi, tubazioni condominiali — è invece responsabilità del condominio, e quindi dell’amministratore. È qui che servono i controlli periodici.

Quali analisi servono e quanto costano

Il laboratorio ha due pacchetti pensati specificamente per il condominio, in base alla configurazione dell’impianto:

  • AC — Acqua condominiale da rete idrica diretta: 100 € + IVA. Per impianti in cui l’acqua arriva direttamente dalla rete senza accumulo. Include parametri organolettici, chimici di base e gli indicatori microbiologici (E. coli, coliformi, enterococchi, Pseudomonas aeruginosa, colonie a 22 e 37 °C).
  • ACC — Acqua condominiale dopo cisterna/autoclave: 200 € + IVA. Per impianti con serbatoio di accumulo: oltre ai parametri dell’AC aggiunge i metalli che possono rilasciarsi (cromo, cadmio, zinco, rame, manganese, piombo), perché l’accumulo aumenta il rischio di contaminazione.

La scelta dipende dunque dalla presenza o meno di una cisterna/autoclave. Se l’edificio ha un serbatoio, il pacchetto ACC è quello corretto perché copre anche i metalli rilasciabili dai materiali a contatto con l’acqua.

Il nodo Legionella negli impianti condominiali

Negli edifici con produzione centralizzata di acqua calda sanitaria, serbatoi e ricircolo, va considerato anche il rischio Legionella, richiamato sia dal D.Lgs. 18/2023 sia dalle Linee Guida nazionali del 2015 e dagli obblighi di valutazione del rischio del D.Lgs. 81/2008. La ricerca di *Legionella* spp. (pacchetto LE a 60 € + IVA, oppure il pacchetto da 6 analisi LE2 a 236 € + IVA) è una prova accreditata ACCREDIA nello scopo del laboratorio. Approfondisci nella pagina dedicata alla Legionella.

Perché affidarsi a un laboratorio accreditato

Labservice è un laboratorio accreditato ACCREDIA ISO/IEC 17025 N° 00646. Per un amministratore questo significa rapporti di prova con valore tecnico-legale, metodi validati e tracciabilità delle misure. Rientrano nello scopo di accreditamento la microbiologia delle acque, gli anioni in cromatografia ionica e i metalli in GFAAS; i parametri chimico-fisici come durezza, pH e ammonio sono determinati come prove interne qualificate, fuori dallo scopo di accreditamento.

Ogni quanto controllare l’acqua del condominio

  • Almeno un controllo periodico annuale sulla distribuzione interna, da calibrare in base alla valutazione del rischio.
  • Dopo ogni pulizia/sanificazione di serbatoi e cisterne, per verificare l’esito dell’intervento.
  • In presenza di segnalazioni dei condòmini (acqua torbida, colorata, con odore o sapore anomalo).
  • Controlli specifici Legionella sugli impianti di acqua calda sanitaria centralizzata, secondo la frequenza definita dalla valutazione del rischio.

Per organizzare il piano di controlli o ricevere i contenitori per il prelievo, contattaci dalla pagina contatti o consulta i prezzi nel tariffario.

Domande frequenti

Domande frequenti

Il condominio è obbligato ad analizzare l’acqua?

Il D.Lgs. 18/2023 attribuisce la responsabilità della distribuzione idrica interna (a valle del contatore) a chi ha la disponibilità dell’impianto, cioè il condominio tramite l’amministratore. Ciò comporta la valutazione e gestione del rischio, che in pratica si traduce in controlli periodici della qualità dell’acqua, soprattutto in presenza di serbatoi, autoclavi o produzione di acqua calda centralizzata.

Di chi è la responsabilità dell’acqua in condominio?

Il gestore dell’acquedotto risponde della qualità dell’acqua fino al contatore. Dopo il contatore, la distribuzione interna (tubazioni, cisterne, autoclavi condominiali) è responsabilità del condominio e quindi dell’amministratore, che deve garantirne la potabilità.

Qual è la differenza tra il pacchetto AC e ACC?

Il pacchetto AC (100 € + IVA) è per impianti con acqua da rete diretta, senza accumulo. Il pacchetto ACC (200 € + IVA) è per impianti con cisterna o autoclave e aggiunge la ricerca dei metalli rilasciabili (cromo, cadmio, zinco, rame, manganese, piombo), perché l’accumulo aumenta il rischio di contaminazione.

In condominio bisogna controllare anche la Legionella?

Sì, soprattutto negli edifici con acqua calda sanitaria centralizzata, serbatoi e reti di ricircolo. La valutazione del rischio Legionella è richiamata dal D.Lgs. 18/2023, dalle Linee Guida 2015 e dal D.Lgs. 81/2008. La ricerca di Legionella spp. (pacchetto LE a 60 € + IVA) è una prova accreditata ACCREDIA.

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