Autovalutazione orientativa. Basata sui fattori di rischio delle Linee Guida approvate in Conferenza Stato-Regioni il 7/5/2015. Non sostituisce la valutazione del rischio formale richiesta dal D.Lgs. 81/2008, che deve essere redatta da personale qualificato sulla base di un sopralluogo.
Che tipo di struttura gestisci?
Quanti anni ha l'impianto idrico (o l'ultima ristrutturazione)?
Temperatura dell'acqua calda sanitaria (ACS) all'erogazione
Le Linee Guida raccomandano una mandata ACS oltre 50-55°C e il ritorno non inferiore a 50°C.
Temperatura dell'acqua fredda nelle tubazioni
L’acqua fredda dovrebbe restare sotto i 20-25°C per limitare la proliferazione.
Sono presenti rami morti, tratti poco usati o stanze sfitte?
I tratti con ristagno (rami morti) sono punti critici di proliferazione.
Presenza di serbatoi di accumulo o autoclavi
Dispositivi che generano aerosol presenti nella struttura
Docce, soffioni, fontane decorative, vasche idromassaggio, nebulizzatori, torri evaporative.
Quando è stata fatta l'ultima ricerca di Legionella?
È presente un documento di valutazione del rischio Legionella?
Le Linee Guida 2015 e il D.Lgs. 81/2008 richiedono la valutazione del rischio per le strutture interessate.
Si sono mai verificati casi sospetti o accertati di legionellosi?
Perché la valutazione del rischio è obbligatoria
Le Linee Guida per la prevenzione e il controllo della legionellosi, approvate in Conferenza Stato-Regioni il 7 maggio 2015, individuano i gestori di strutture come responsabili dell’analisi e gestione del rischio. Per i luoghi di lavoro, il D.Lgs. 81/2008 include la Legionella tra gli agenti biologici da valutare. La mancata gestione del rischio espone a responsabilità civili e penali, oltre che a un concreto rischio sanitario.
I fattori che aumentano il rischio sono noti: temperature dell’acqua nella fascia critica, presenza di rami morti e ristagni, serbatoi non manutenuti, impianti datati, dispositivi che generano aerosol (docce, vasche idromassaggio, torri evaporative) e assenza di controlli periodici.
Temperatura
ACS oltre 50°C, acqua fredda sotto 20°C: fuori da questo intervallo la proliferazione accelera.
Ristagni
Rami morti, stanze sfitte e serbatoi non manutenuti sono i punti critici più comuni.
Aerosol
Docce, nebulizzatori e torri evaporative diffondono il batterio nell’aria inalabile.
Ricerca Legionella spp. con metodo ISO 11731 — la ricerca e conta viene eseguita in laboratorio secondo il metodo normato di riferimento, con esito riportato sul rapporto di prova.
Domande frequenti
La valutazione del rischio Legionella è obbligatoria?
Sì. Le Linee Guida approvate in Conferenza Stato-Regioni il 7 maggio 2015, insieme agli obblighi del D.Lgs. 81/2008 sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, impongono la valutazione e la gestione del rischio Legionella nelle strutture turistico-ricettive, sanitarie, termali e in molti altri edifici con impianti idrici a rischio.
Ogni quanto va fatta la ricerca di Legionella?
La frequenza dipende dall’esito della valutazione del rischio e dal tipo di struttura. In genere si effettua un campionamento almeno annuale, con frequenza maggiore (semestrale o superiore) per strutture sanitarie, termali o dopo interventi di bonifica. Il piano di campionamento va definito nel documento di valutazione del rischio.
Quali temperature aiutano a prevenire la Legionella?
Le Linee Guida 2015 raccomandano di mantenere l’acqua calda sanitaria oltre i 50-55°C alla mandata e non sotto i 50°C al ritorno, e l’acqua fredda sotto i 20-25°C. La temperatura tra circa 25 e 45°C favorisce la proliferazione del batterio.
Con quale metodo viene eseguita la ricerca di Legionella?
La ricerca e conta di Legionella spp. viene eseguita con il metodo normato ISO 11731, per via colturale su ogni punto di prelievo. Il risultato è riportato sul rapporto di prova con l’indicazione del metodo applicato.
