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Leggi il tuo referto: i valori dell’analisi dell’acqua spiegati

Inserisci i valori che leggi sul tuo rapporto di prova e scopri, parametro per parametro, se rientrano nei limiti dell’acqua potabile del D.Lgs. 18/2023. Verdetto immediato: conforme, vicino al limite o fuori limite.

Strumento informativo. Confronta i valori inseriti con i valori di parametro del D.Lgs. 18/2023, ma non sostituisce il giudizio di conformità del laboratorio, che valuta tutti i parametri, le note tecniche e le incertezze di misura. Inserisci solo i parametri che leggi sul tuo referto.

Parametro microbiologico fondamentale: il valore di legge è 0/100 mL. Qualsiasi presenza indica contaminazione fecale.

Parametro microbiologico fondamentale: il valore di legge è 0/100 mL.

Valore di parametro 50 mg/L. Valori elevati possono indicare inquinamento agricolo o da reflui.

Valore di parametro 0,50 mg/L (0,10 mg/L all’uscita dell’impianto di potabilizzazione).

Parametro indicatore, valore 0,50 mg/L. Può segnalare contaminazione recente.

Valore di parametro 10 µg/L. Spesso di origine geologica naturale nel Lazio.

Valore di parametro 10 µg/L (si abbassa a 5 µg/L dal 12/01/2036). Tipico delle vecchie tubazioni.

Valore di parametro 1,5 mg/L.

Parametro indicatore, valore 250 mg/L. Valori alti possono dare sapore salmastro.

Parametro indicatore, valore 250 mg/L.

Intervallo accettabile 6,5 – 9,5 unità pH.

Parametro indicatore, valore 2500 µS/cm a 20°C. Stima il contenuto totale di sali disciolti.

Come si legge un referto dell’acqua

Un rapporto di prova riporta, per ogni parametro, il valore misurato, l’unità di misura e il valore di parametro di riferimento. I parametri si dividono in tre famiglie: microbiologici (es. Escherichia coli, enterococchi intestinali), chimici di rilievo sanitario (es. nitrati, arsenico, piombo) e parametri indicatori (es. cloruri, solfati, conducibilità, pH), utili a valutare le caratteristiche organolettiche e la qualità complessiva.

La conformità non si stabilisce su un singolo valore: il laboratorio valuta l’intero set analitico, le note tecniche della norma e l’incertezza di misura. Per questo lo strumento qui sopra è una guida orientativa, non un giudizio ufficiale.

Parametri microbiologici

Per Escherichia coli ed enterococchi intestinali il valore di legge è 0/100 mL: una presenza, anche minima, segnala possibile contaminazione e richiede approfondimento immediato.

Parametri chimici

Nitrati, arsenico e piombo hanno rilievo sanitario. Nel Lazio l’arsenico è spesso di origine geologica naturale; il piombo deriva tipicamente da vecchie tubazioni.

Analisi microbiologiche e chimiche delle acque eseguite in laboratorio con metodi normati di riferimento. Il giudizio di conformità è espresso dal laboratorio sul rapporto di prova.

Domande frequenti

Quali sono i limiti dell’acqua potabile secondo il D.Lgs. 18/2023?

Il D.Lgs. 18/2023 (che ha abrogato il D.Lgs. 31/2001) fissa per esempio: Escherichia coli ed enterococchi intestinali 0/100 mL, nitrati 50 mg/L, nitriti 0,50 mg/L, ammonio 0,50 mg/L, arsenico 10 µg/L, piombo 10 µg/L, fluoruri 1,5 mg/L, cloruri e solfati 250 mg/L, pH tra 6,5 e 9,5, conducibilità 2500 µS/cm a 20°C. La conformità complessiva dipende dall’intero set di parametri previsti dalla norma.

Cosa significa se un parametro risulta “fuori limite”?

Significa che il valore inserito supera il valore di parametro previsto dalla normativa. Per i parametri microbiologici (E. coli, enterococchi) qualsiasi presenza è rilevante. Per i parametri chimici è opportuno ripetere l’analisi in laboratorio per confermare il dato e individuarne la causa (origine geologica, tubazioni, inquinamento).

Questo strumento sostituisce il giudizio del laboratorio?

No. È uno strumento puramente informativo: confronta singoli valori con i limiti di legge, ma non considera l’intero set analitico, le note tecniche della norma né l’incertezza di misura. Il giudizio di conformità ufficiale può essere espresso solo dal laboratorio sul rapporto di prova.

L’acqua del rubinetto va analizzata anche se viene dall’acquedotto?

L’ente gestore garantisce la qualità fino al contatore. Da lì in poi (tubazioni interne, serbatoi, autoclavi condominiali) la responsabilità è del proprietario dell’edificio. Per questo è consigliata un’analisi periodica, soprattutto in condomini con cisterne o impianti datati.

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