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D.Lgs. 18/2023

D.Lgs. 18/2023: la nuova normativa sulle acque potabili

Qualità delle acque destinate al consumo umano. Una guida pratica per capire obblighi, controlli e documenti, senza linguaggio tecnico.

Cos’è e cosa regola

Il Decreto Legislativo 23 febbraio 2023, n. 18 recepisce in Italia la Direttiva (UE) 2020/2184 e disciplina la qualità delle acque destinate al consumo umano. Ha abrogato e sostituito il precedente D.Lgs. 31/2001, che resta quindi solo come norma previgente: dal 2023 il riferimento per la potabilità dell’acqua è esclusivamente il D.Lgs. 18/2023.

La norma introduce un approccio basato sulla valutazione e gestione del rischio lungo tutta la filiera idrica, dalla captazione fino al rubinetto dell’utente, e responsabilizza in modo nuovo i gestori, i proprietari di edifici e le strutture aperte al pubblico. L’obiettivo è garantire che l’acqua sia salubre e pulita in ogni punto di erogazione.

Nel 2025 il decreto è stato integrato e corretto dal D.Lgs. 19 giugno 2025, n. 102 (in vigore dal 19 luglio 2025), che ha modificato gran parte degli articoli e tutti gli allegati, intervenendo in particolare sui parametri emergenti come i PFAS.

Chi è obbligato

  • Gestori del servizio idrico integrato (acquedotti) e gestori di approvvigionamenti autonomi
  • Amministratori di condominio e proprietari di edifici con serbatoi, autoclavi o cisterne (gestione della distribuzione interna)
  • Strutture ricettive: hotel, B&B, agriturismi, campeggi che erogano acqua al pubblico
  • Bar, ristoranti e attività alimentari che utilizzano acqua come ingrediente o per la lavorazione
  • Edifici prioritari (ospedali, case di cura, scuole, strutture sociosanitarie) soggetti a controlli rafforzati
  • Aziende che imbottigliano o trattano acqua e gestori di impianti di trattamento (osmosi, addolcimento)
  • Privati che utilizzano acqua di pozzo per uso potabile domestico

Cosa prevede in pratica

Valutazione e gestione del rischio

Il cuore del decreto è la Water Safety Plan logic: gestori ed edifici prioritari devono identificare i pericoli lungo la filiera (captazione, trattamento, distribuzione, distribuzione interna), valutarne il rischio e definire misure di controllo. Per la distribuzione idrica interna degli edifici prioritari è prevista una valutazione specifica, che include il rischio Legionella.

Frequenza dei controlli

La norma distingue controlli di routine (parametri di base e indicatori microbiologici) e controlli di verifica (esame completo). Le frequenze dipendono dal volume d’acqua distribuito e dalla tipologia di utenza: tendono ad aumentare per le strutture che servono molte persone o utenti vulnerabili. Il punto di conformità è di norma il rubinetto utilizzato dal consumatore.

Documenti da tenere

  • Rapporti di prova delle analisi periodiche, conservati e disponibili per l’autorità sanitaria (ASL)
  • Documento di valutazione del rischio della distribuzione idrica interna (per gli edifici prioritari)
  • Registro degli interventi di manutenzione, bonifica e disinfezione degli impianti
  • Informazioni agli utenti sulla qualità dell’acqua erogata

Parametri e limiti

L’Allegato I del decreto fissa i valori di parametro per i parametri microbiologici (es. Escherichia coli ed enterococchi intestinali, per cui il riferimento è l’assenza nel volume analizzato), chimici (tra cui nitrati, arsenico, piombo, cromo) e indicatori (durezza, conducibilità, pH, ammonio). Per non incorrere in errori, i limiti puntuali vanno sempre letti sul rapporto di prova rilasciato dal laboratorio, che riporta i valori vigenti aggiornati.

Tra le novità più rilevanti introdotte dal D.Lgs. 102/2025: il limite per la somma dei PFAS regolamentati è stato abbassato da 0,50 a 0,10 µg/l, con obbligo di conformità a partire dal 12 gennaio 2026; è stato inoltre introdotto l’acido trifluoroacetico (TFA) come nuovo parametro da monitorare, con valore massimo di 10 µg/l e ricerca obbligatoria dal 12 gennaio 2027.

Sanzioni

  • La distribuzione di acqua non conforme ai valori di parametro espone a sanzioni amministrative e, nei casi più gravi, a profili di responsabilità penale.
  • Il mancato rispetto degli obblighi di controllo, valutazione del rischio o comunicazione all’autorità sanitaria comporta sanzioni pecuniarie a carico del soggetto responsabile (gestore, proprietario o amministratore).
  • In caso di rischio per la salute, l’ASL può ordinare la sospensione dell’erogazione, la bonifica dell’impianto e l’informazione immediata agli utenti.

Le sanzioni sono indicate in termini generali e a scopo informativo: l’entità precisa dipende dalla violazione e dalla normativa applicabile nel caso concreto.

Come ti aiuta Labservice

Labservice è un laboratorio accreditato ACCREDIA ISO/IEC 17025 N° 00646 per le prove microbiologiche e chimiche sulle acque indicate nel proprio scopo di accreditamento. Forniamo kit di campionamento, eseguiamo i prelievi e rilasciamo rapporti di prova conformi al D.Lgs. 18/2023.

ProvaAccreditamento ACCREDIA
Escherichia coli (acque) Accreditata
Enterococchi intestinali Accreditata
Coliformi e conteggio colonie a 22°C / 37°C Accreditata
Clostridium perfringens Accreditata
Pseudomonas aeruginosa Accreditata
Nitrati, cloruri, solfati, fluoruri (cromatografia ionica) Accreditata
Arsenico, cadmio, cromo, nichel, piombo (GFAAS) Accreditata
Durezza, pH, conducibilità, ammonioProva interna

Le prove indicate come "Accreditata" rientrano nello scopo di accreditamento ACCREDIA ISO/IEC 17025 N° 00646; le "Prove interne" sono eseguite con metodi validati ma senza claim di accreditamento.

Verifica accreditamento

Collegamenti utili

Domande frequenti

Il D.Lgs. 31/2001 è ancora in vigore?

No. Il D.Lgs. 31/2001 è stato abrogato e sostituito dal D.Lgs. 18/2023. Va citato solo come norma previgente: oggi il riferimento per la potabilità dell’acqua è il D.Lgs. 18/2023, come modificato dal D.Lgs. 102/2025.

Un condominio deve analizzare l’acqua?

Sì, quando nell’edificio sono presenti serbatoi, autoclavi o cisterne: la gestione della distribuzione idrica interna ricade sulla proprietà o sull’amministratore, che deve garantire la qualità dell’acqua fino al rubinetto e tenere i relativi rapporti di prova.

Cosa sono i PFAS e perché se ne parla nel 2026?

I PFAS sono sostanze perfluoroalchiliche persistenti. Dal 12 gennaio 2026 il limite per la somma dei PFAS regolamentati scende a 0,10 µg/l e dal 12 gennaio 2027 diventa obbligatoria la ricerca dell’acido trifluoroacetico (TFA), con valore massimo di 10 µg/l.

Quali parametri sono accreditati nel vostro laboratorio?

Sono accreditati ACCREDIA, tra gli altri, E. coli, enterococchi intestinali, coliformi, Clostridium perfringens, Pseudomonas aeruginosa, conteggio colonie a 22/37°C, gli anioni in cromatografia ionica (cloruri, fluoruri, nitrati, solfati) e i metalli in GFAAS (arsenico, cadmio, cromo, nichel, piombo). Altri parametri come durezza e pH sono eseguiti come prove interne, senza claim di accreditamento.

Ogni quanto vanno fatte le analisi?

Dipende dal volume distribuito e dal tipo di utenza. Edifici prioritari e strutture che servono molte persone hanno frequenze più ravvicinate. Possiamo aiutarti a definire un piano di campionamento adeguato alla tua situazione.

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