Potabilità: cos'è, limiti e analisi
La potabilità è l'idoneità di un'acqua a essere bevuta e utilizzata per usi domestici e alimentari senza rischi per la salute. Non dipende da un singolo dato ma dal rispetto contemporaneo di un insieme di requisiti microbiologici (assenza di Escherichia coli, enterococchi e altri indicatori), chimici (metalli, nitrati, sostanze indesiderate entro i valori di parametro) e indicatori organolettici e di qualità (odore, sapore, torbidità, pH). Un'acqua è giudicata potabile solo quando tutti i parametri previsti rientrano nei valori stabiliti dalla legge: basta il superamento di un parametro critico, ad esempio la presenza di E. coli, per renderla non potabile. La valutazione della potabilità è quindi il risultato complessivo di un'analisi che combina più prove, alcune accreditate ACCREDIA e altre qualificate. È il controllo richiesto per pozzi privati, acque condominiali, sorgenti e in generale ogni acqua destinata al consumo umano. Il laboratorio interpreta i risultati nel rapporto di prova alla luce dei limiti di legge vigenti.
Limite normativo
I requisiti di potabilità sono fissati dal D.Lgs. 18/2023 (che ha abrogato e sostituito il previgente D.Lgs. 31/2001), recependo la Direttiva UE 2020/2184: comprendono parametri microbiologici, chimici e indicatori.
Cosa fare se è fuori limite
Se anche un solo parametro supera il valore di legge l'acqua non è potabile: occorre individuare la causa, sospendere l'uso alimentare per i parametri critici, intervenire con bonifica o trattamento adeguato e ripetere l'analisi per verificarne il rientro nei limiti.
Dove trovi Potabilità nel tariffario
Questo parametro è incluso nei pacchetti di analisi identificati dai seguenti codici. Consulta il tariffario completo per i dettagli e i prezzi indicativi.
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