Cromo: cos'è, limiti e analisi
Il cromo è un metallo che nelle acque può avere origine naturale, legata alla composizione geologica del territorio, oppure derivare da scarichi industriali (galvaniche, concerie, lavorazioni metalliche). Esiste in diverse forme chimiche con tossicità molto diversa: il cromo trivalente è poco problematico, mentre il cromo esavalente è considerato cancerogeno. Il valore di parametro previsto dalla normativa per le acque potabili si riferisce al cromo totale, cioè alla somma delle diverse forme. Poiché non altera l'aspetto né il sapore dell'acqua, la sua presenza si rileva solo analiticamente, ed è un controllo rilevante nelle aree con falde di origine industriale o geologica particolare. In laboratorio il cromo totale si determina con spettrometria di assorbimento atomico in fornetto di grafite (GFAAS). La determinazione del cromo nelle acque in GFAAS rientra nello scopo di accreditamento ACCREDIA di Labservice.
Limite normativo
Acqua potabile: valore di parametro per il cromo totale 25 µg/L, in vigore dal 12 gennaio 2026 (D.Lgs. 18/2023; in precedenza 50 µg/L).
Cosa fare se è fuori limite
Il superamento richiede di approfondire l'origine (geologica o industriale) ed eventualmente la speciazione tra cromo trivalente ed esavalente, valutare un trattamento di rimozione o una fonte alternativa e sospendere l'uso potabile fino al rientro nei limiti.
La prova è accreditata ACCREDIA
La determinazione di Cromo rientra nello scopo di accreditamento di Labservice S.r.l. — laboratorio accreditato ACCREDIA ISO/IEC 17025 N° 00646 per le prove indicate nello scopo di accreditamento. Il relativo rapporto di prova riporta il logo ACCREDIA e il numero di accreditamento.
Dove trovi Cromo nel tariffario
Questo parametro è incluso nei pacchetti di analisi identificati dai seguenti codici. Consulta il tariffario completo per i dettagli e i prezzi indicativi.
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