Challenge test: cos'è, limiti e analisi
Il challenge test è una prova di laboratorio in cui un alimento viene volontariamente contaminato (inoculato) con un microrganismo target — tipicamente Listeria monocytogenes — per studiare come il prodotto si comporta nei suoi confronti durante la conservazione: se il microrganismo è in grado di crescere e a quale velocità, oppure se il prodotto ne impedisce o ne limita lo sviluppo. È lo strumento di riferimento per i prodotti pronti al consumo, perché permette di stabilire in modo scientifico se l'alimento appartiene alla categoria in cui Listeria può moltiplicarsi e di definire di conseguenza la shelf-life sicura. Il challenge test fornisce dati oggettivi sulla potenzialità di crescita e supporta le scelte di formulazione (pH, attività dell'acqua, conservanti) e di durabilità. È previsto dalle linee guida europee per l'applicazione del Reg. UE 2073/2005 ai prodotti ready-to-eat. Labservice supporta le aziende alimentari nell'esecuzione dei challenge test: le prove microbiologiche di base impiegate sono accreditate o qualificate secondo il parametro, mentre il challenge test è un servizio specialistico del laboratorio.
Limite normativo
Riferimento operativo: linee guida europee per gli studi sulla Listeria monocytogenes negli alimenti pronti, a supporto del Reg. UE 2073/2005 e dell'autocontrollo HACCP (Reg. CE 852/2004).
Cosa fare se è fuori limite
Se il challenge test dimostra che il prodotto consente la crescita del microrganismo oltre i criteri, occorre rivedere formulazione, processo, condizioni di conservazione o accorciare la durabilità, fino a garantire la sicurezza per tutta la shelf-life dichiarata.
Dove trovi Challenge test nel tariffario
Questo parametro è incluso nei pacchetti di analisi identificati dai seguenti codici. Consulta il tariffario completo per i dettagli e i prezzi indicativi.
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