Legionella14 Luglio 2026

Legionella in RSA e Strutture Sanitarie: Rischio e Controlli

Nelle residenze sanitarie assistenziali (RSA) e nelle strutture sanitarie il controllo della Legionella non è una buona pratica facoltativa: è un obbligo che nasce dalla combinazione tra la particolare vulnerabilità degli ospiti e la complessità degli impianti idrici. Anziani, persone immunodepresse o con patologie croniche sono infatti la popolazione più esposta alla legionellosi, una polmonite che in questi contesti può avere esiti gravi. Vediamo cosa prevede la normativa, come si imposta un piano di monitoraggio e quale ruolo hanno le analisi di laboratorio.

Perché RSA e strutture sanitarie sono ad alto rischio

Il rischio nasce dall'incontro di tre fattori:

  • Ospiti fragili: età avanzata, immunodepressione, terapie e patologie respiratorie aumentano la probabilità che l'esposizione a Legionella si traduca in malattia.
  • Impianti idrici estesi e complessi: lunghe reti di distribuzione, serbatoi di accumulo, ricircoli dell'acqua calda sanitaria, punti d'uso poco utilizzati (stanze temporaneamente vuote) creano ristagni e temperature "di comfort" per il batterio (25–45 °C).
  • Dispositivi che generano aerosol: docce, soffioni, rubinetti areati, ma anche impianti di climatizzazione e apparecchiature per terapia respiratoria, disperdono nell'aria le goccioline che veicolano il contagio.

La legionellosi non si trasmette da persona a persona né bevendo acqua: il contagio avviene inalando aerosol contaminato. Ecco perché il controllo si concentra sui punti che nebulizzano l'acqua.

Cosa dice la normativa

Il riferimento principale sono le Linee Guida per la prevenzione e il controllo della legionellosi, approvate in Conferenza Stato-Regioni il 7 maggio 2015. Le Linee Guida individuano nelle strutture sanitarie e socio-assistenziali un contesto a rischio elevato, per il quale la valutazione del rischio e il piano di controllo sono considerati obbligatori.

A questo si aggiungono:

  • Il D.Lgs. 81/2008 sulla tutela della salute dei lavoratori, che impone al datore di lavoro di valutare anche il rischio biologico da Legionella per il personale.
  • Il D.Lgs. 18/2023 sulle acque destinate al consumo umano, che per gli edifici prioritari (categoria in cui rientrano ospedali e strutture sanitarie) richiede una valutazione della sicurezza della distribuzione idrica interna, comprensiva del rischio Legionella.

Approfondiamo obblighi e periodicità nella nostra guida dedicata alle Linee Guida Legionella 2015.

La valutazione del rischio legionellosi

Il documento di valutazione del rischio (DVR Legionella) è il punto di partenza obbligatorio. Fotografa l'impianto e definisce le misure di controllo. In pratica comprende:

  • lo schema dell'impianto idrico con individuazione dei punti critici (serbatoi, miscelatori, terminali poco usati, ricircoli);
  • la mappatura delle temperature dell'acqua calda e fredda lungo la rete;
  • l'individuazione dei punti di campionamento e delle frequenze;
  • le misure di prevenzione (mantenimento delle temperature, trattamenti di disinfezione, manutenzione, gestione dei terminali) e le procedure di emergenza in caso di positività.

Non è un documento da redigere una volta e archiviare: va aggiornato periodicamente e dopo ogni modifica rilevante dell'impianto. La sola analisi dell'acqua non sostituisce il piano di gestione del rischio; ne è la verifica.

Il piano di monitoraggio: dove e ogni quanto campionare

I campionamenti servono a verificare che le misure adottate funzionino davvero. In una struttura sanitaria si prelevano tipicamente:

  • acqua calda sanitaria in mandata e ricircolo (vicino al serbatoio/accumulo);
  • punti d'uso rappresentativi e "sentinella": docce e rubinetti dei reparti, stanze degli ospiti, terminali più lontani dalla centrale termica;
  • serbatoi, addolcitori e impianti di climatizzazione che possono alimentare o disperdere aerosol.

La frequenza dipende dall'esito della valutazione del rischio e dalla storia dell'impianto: nelle strutture sanitarie il controllo è generalmente almeno semestrale, con verifiche più ravvicinate dopo interventi di bonifica o in presenza di criticità. Il piano di campionamento va sempre calibrato sulla realtà specifica della struttura.

Per un primo orientamento puoi usare il nostro test di autovalutazione del rischio Legionella; per definire un piano su misura è però necessario un sopralluogo.

Livelli di intervento e cosa fare in caso di positività

Le Linee Guida associano ai valori di contaminazione (espressi in UFC/L) diverse azioni: da un rafforzamento della sorveglianza fino agli interventi di bonifica (shock termico, iperclorazione o altri trattamenti) quando le concentrazioni sono elevate o in presenza di casi clinici. In ambito sanitario, dove gli ospiti sono vulnerabili, le soglie di attenzione sono più severe rispetto ad altri contesti.

In caso di positività è fondamentale non improvvisare: si ripete il campionamento per confermare, si identificano i punti coinvolti, si esegue la bonifica e si verifica l'efficacia con nuove analisi. Tutto va documentato nel registro degli interventi, che l'autorità sanitaria (ASL) può richiedere.

Come Labservice supporta le strutture sanitarie

Labservice è un laboratorio accreditato ACCREDIA ISO/IEC 17025 N° 00646: la ricerca e la conta di Legionella spp. sulle acque rientra nello scopo di accreditamento ed è eseguita con metodo colturale ISO 11731, il riferimento delle Linee Guida. Per le prove incluse nello scopo il rapporto di prova riporta il marchio ACCREDIA, riconosciuto dalle autorità di controllo.

Affianchiamo RSA, case di cura e poliambulatori con il prelievo tecnico dei campioni sul territorio di Roma e provincia, referti chiari con l'indicazione dei livelli di rischio e un piano di campionamento coerente con la valutazione del rischio della struttura. Trovi altri dettagli nella pagina analisi Legionella e nella sezione dedicata a sanità e RSA.

Vuoi impostare o rivedere il monitoraggio della tua struttura? Contattaci per un preventivo: definiamo insieme punti di prelievo, frequenze e tempi di refertazione.

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