pH dell'acqua: cos'è, limiti e analisi
Il pH misura il grado di acidità o di basicità dell'acqua su una scala da 0 a 14, dove 7 indica la neutralità. Le acque destinate al consumo umano hanno normalmente un pH leggermente alcalino. Non è di per sé un parametro di rischio sanitario diretto, ma è un indicatore di stabilità e di qualità molto importante: un pH troppo basso (acido) rende l'acqua aggressiva e corrosiva, favorendo la dissoluzione di metalli come piombo, rame e nichel dalle tubazioni; un pH troppo alto può ridurre l'efficacia della disinfezione con cloro e favorire incrostazioni. Il pH influenza inoltre il comportamento di molti altri parametri chimici. Per questo viene misurato in tutte le analisi delle acque, idealmente con attenzione ai tempi perché tende a variare dopo il prelievo. In laboratorio si determina per via elettrometrica. Labservice esegue la misura del pH come prova interna qualificata: questo parametro non rientra nello scopo di accreditamento ACCREDIA del laboratorio.
Limite normativo
Acqua potabile: valore di parametro indicatore compreso tra 6,5 e 9,5 unità di pH (D.Lgs. 18/2023).
Cosa fare se è fuori limite
Un pH fuori intervallo richiede di valutarne le conseguenze: se acido, attenzione alla corrosione e al rilascio di metalli (utile abbinare l'analisi dei metalli); se alcalino, verifica della disinfezione e delle incrostazioni. Si valuta un trattamento di correzione.
Dove trovi pH dell'acqua nel tariffario
Questo parametro è incluso nei pacchetti di analisi identificati dai seguenti codici. Consulta il tariffario completo per i dettagli e i prezzi indicativi.
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