Residuo fisso: cos'è, limiti e analisi
Il residuo fisso è la quantità di sali minerali che rimane dopo aver fatto evaporare completamente l'acqua e averla essiccata a una temperatura definita (in genere 180°C). Rappresenta il contenuto totale di minerali disciolti ed è il parametro che, sulle etichette delle acque minerali, permette di classificarle in minimamente mineralizzate, oligominerali, mediominerali e ricche di sali. Non è un parametro di sicurezza ma di caratterizzazione: indica quanto un'acqua è leggera o mineralizzata, informazione utile per scegliere l'acqua più adatta a determinate esigenze e per valutare l'efficacia di trattamenti come l'osmosi inversa, che riducono i sali disciolti. Il residuo fisso è strettamente correlato alla conducibilità. In laboratorio si determina per gravimetria, pesando il residuo dopo evaporazione ed essiccamento. Labservice esegue la determinazione del residuo fisso come prova interna qualificata: questo parametro non rientra nello scopo di accreditamento ACCREDIA del laboratorio.
Limite normativo
Il D.Lgs. 18/2023 non fissa un limite specifico per il residuo fisso come parametro a sé; è un dato di caratterizzazione collegato alla conducibilità e alla durezza.
Cosa fare se è fuori limite
Un residuo molto elevato indica un'acqua fortemente mineralizzata: se ne valuta l'idoneità all'uso desiderato e l'eventuale trattamento; un residuo molto basso segnala un'acqua povera di sali, da considerare nelle scelte di consumo abituale.
Dove trovi Residuo fisso nel tariffario
Questo parametro è incluso nei pacchetti di analisi identificati dai seguenti codici. Consulta il tariffario completo per i dettagli e i prezzi indicativi.
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