Analisi delle acque: consumo di droga nel Nord Italia

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Aumenta il consumo di droga al Nord, a rivelarlo l'analisi delle acque.

Immagine di un acquedotto

A seguito delle recenti analisi sulle acque del depuratore di Nosedo (MI) si è potuto rintracciare residui di cocaina, eroina e cannabis di quantità di gran lunga superiore a quella stimata nelle analisi precedenti.

Ogni anno nella zona si stima vengano consumati più di 330 chili di sostanze stupefacenti. I dati provengono dall’Istituto di Analisi Mario Negri, e sono stati ricavati dalle analisi del depuratore di Milano, con misurazioni dei residui di queste sostanze.  Attraverso le misurazioni strumentali e le analisi delle acque è stato possibile stimare il tasso di droga che viene consumata dalla popolazione.

I dati prelevati dall’impianto di Nosedo, hanno evidenziato una somma di residui giornalieri pari a 0,5 chilogrammi. I dati rilevati sono: 200 g di cocaina, 40 g di morfina e 25 g di Thc-cooh (proveniente dalla cannabis).

Questi residui derivano dalla metabolizzazione delle droghe e rilasciate dall’organismo, sotto forma di altre sostanze, insieme alle urine dai consumatori di sostanze stupefacenti. Le analisi mostrano inoltre picchi più alti di residui nei fine settimana.

L’utilizzo è così abbondante che le analisi dei fiumi Arno, Po, Lambro e Olona da parte dell’istituto di ricerca Mario Negri hanno presentato anch’essi residui di droghe come la cocaina e l’eroina. L’analisi delle acque si propone, dunque, come strumento di analisi e prevenzione di disagi sociali.