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Parametri per definire l’acqua potabile

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L’acqua è la bevanda più dissetante e buona che si possa scegliere, trasparente e insapore è l’unica che in un momento di caldo si desidera bere. Eppure la trasparenza e il sapore sono solo alcune delle caratteristiche che si possono analizzare dell’acqua.

Ogni tipo acqua a seconda della provenienza e dello stile di conservazione ha delle caratteristiche particolari che nel caso dell’acqua in bottiglia devono essere riepilogate nell’etichetta disposta sulla bottiglia. Non tutti però sono in grado di leggere le etichette, la maggior parte delle persone ignora il significato delle sigle e dei valori riportati nella confezione, anche se sarebbe molto utile conoscerne il significato per capire se quel tipo di acqua è adatta o meno al proprio organismo. Per facilitare questa operazione all’Università Bicocca di Milano, dei ricercatori hanno realizzato un kit che permette di analizzare la qualità dell’acqua del rubinetto e nello stesso tempo aiuta a comprendere le informazioni riportate sull’etichetta dell’acqua imbottigliata.

I parametri basilari da considerare per valutare la qualità dell’acqua che si possono riassumere in:

  • il residuo fisso, con cui si stima il contenuto in sali minerali;
  • PH, con il quale si misura l’acidità dell’acqua e che per essere buono deve rientrare nei parametri di legge che deve essere tra i 6,5 e i 9.5;
  • la Durezza dell’acqua riguarda la quantità di calcio presente nell’acqua, che deve rientrare tra 15 e 50°f;
  • i Nitriti (che non devono oltrepassare gli 0,50 mg/l)
  • i Nitrati (che non devono oltrepassare i 50 mg/l)sono due elementi molto discussi perché l’eccedenza di questi parametri può causare danni alla salute;
  • la presenza di Cloruri e Solfati (che non devono oltrepassare i 250 mg/l) implica la presenza nell’acqua di batteri che possono influenzare la qualità dell’acqua.